I PROTOCOLLI MINDFULNESS 

Per protocollo si intende un programma strutturato e standardizzato, riconosciuto dagli esperti ed applicato rispettando ovunque la stessa articolazione.
Attraverso l’applicazione dei protocolli è possibile raggiungere e valutare i risultati che un determinato training permette di raggiungere.

Diversi sono i protocolli mindfulness che di anno in anno si aggiungono a quelli già esistenti.

Tra i primi:

IL PROTOCOLLO MBSR – Mindfulness Based Stress Reduction

Sviluppato dal Prof. Jon Kabat-Zinn alla fine degli anni ’70 presso l’Università di Worcester (Boston) Massachusetts. Grazie ai benefici raggiungibili attraverso questo protocollo, ben presto venne utilizzato in tantissimi ospedali e centri medici degli Stati Uniti o comunque in tutti quegli spazi dove le problematiche, fisiche e psicologiche, associate allo stress emergevano (carceri, scuole, centri riabilitativi).

Il programma MBSR è strutturato in 8 incontri di gruppo a cadenza settimanale. Il tema principale è lo stress e le sue molteplici manifestazioni. Attraverso i vari incontri i partecipanti apprendono a riconoscere in tempo i segnali di stress psicofisico e a mettere in atto strategie funzionali atte a diminuire lo stato di tensione generatosi. A risultare fondamentale è la pratica quotidiana della mindfulness, presupposto base per ottenere benefici e risultati tangibili. Attraverso la pratica, infatti, viene coltivata una diversa modalità di relazione con la propria esperienza e con i contenuti cognitivi, emotivi e sensoriali ad essa associati. I partecipanti vengono accompagnati in modo graduale e con un apposito materiale alla scoperta della pratica mindfulness.

IL PROTOCOLLO MBCT– Mindfulness Based Cognitive Therapy

Protocollo elaborato dai prof. Zindel V.Segal, Mark G.Williams e John D. Teasdale; nasce con l’obiettivo di prevenire le recidive depressive unendo insieme il protocollo MBSR e alcuni principi della Terapia Cognitiva. Diversi studi hanno confermato la validità e l’efficacia di tale protocollo nel trattamento delle recidive depressive, ovviamente associato alle tradizionale terapie psicoterapiche e farmacologiche.

Anche in questo caso il programma è strutturato in 8 incontri di gruppo a cadenza settimanale. Le attività proposte mirano a ridurre i comportamenti e i pensieri automatici e a favorire una più profonda consapevolezza nei riguardi dell’esperienza quotidiana; altri obiettivi fondamentali risultano essere la disidentificazione dai contenuti mentali ed emotivi, la riduzione di automatismi e ruminazioni mentali e la riduzione della preoccupazione ansiosa.